Documento di valutazione Radiazioni ottiche artificiali (ROA)

Il documento di valutazione Radiazioni ottiche artificiali (ROA) è basato sui riferimenti normativi: Decreto Legislativo 9 Aprile 2008 n. 81 “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro DL 81/2008”. Decreto Legislativo 3 Agosto 2009 n. 106 “Modifiche al D.L. 81/2008”.

Inoltre l’art.213 del D.Lgs. n.80/08 definisce le prescrizioni minime di protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che possono derivare, dall’esposizione alle radiazioni ottiche artificiali durante il lavoro con particolare riguardo ai rischi dovuti agli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute. Per valori limite di esposizione si intende: limiti di esposizione alle radiazioni ottiche che sono basati direttamente sugli effetti sulla salute accertati e su considerazioni biologiche. Il rispetto di questi limiti garantisce che i lavoratori esposti a sorgenti artificiali di radiazioni ottiche siano protetti contro tutti gli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute conosciuti.

Come si può effettuare la valutazione del rischio di esposizione alle ROA?

  1. Conoscenza delle sorgenti: è necessario preliminarmente censire le sorgenti ROA. (incluse informazioni fornite da produttore)
  2. Conoscenza delle modalità espositive: tutte le attività che comportano o possono comportare l’impiego di sorgenti ROA devono essere censite e conosciute a fondo.
  3. Esecuzione di misure: nel caso non siano disponibili i dati del fabbricante o non vi siano riferimenti bibliografici o a standard tecnici specifici, è necessario effettuare delle misure strumentali secondo le indicazioni fornite da norme tecniche specifiche. O per valutazione rischio residuo.
  4. Esecuzione di calcoli: partendo dai dati forniti dal fabbricante, dai dati di letteratura o dai valori misurati, mediante appositi calcoli si ottengono le grandezze necessarie al confronto con i valori limite.
  5. Confronto con i valori limite: Allegato XXXVII.

ESEMPI DI SORGENTI potenzialmente rischiose:

richiedono valutazione specifica IR

  • Riscaldatori radianti
  • Forni di fusione metalli e vetro
  • Lampade per riscaldamento a incandescenza, a scarica, ad arco
  • Dispositivi militari per la visione notturna
  • Sorgenti di illuminazione artificiale (lampade ad alogenuri metallici, al mercurio …)
  • Lampade per uso medico (fototerapia neonatale e dermatologica) / estetico  luce pulsata –IPL (Intense Pulsed Light)–  Saldatura UV  Sterilizzazione  Essiccazione inchiostri, vernici  Fotoincisione
  • Controlli difetti di fabbricazione
  • Lampade per uso medico (es.: fototerapia dermatologica) e/o estetico
  • luce pulsata –IPL–
  • Saldatura ad arco / al laser

In base alla valutazione dei rischi di cui all’articolo 216, i luoghi di lavoro in cui i lavoratori potrebbero essere esposti a livelli di radiazioni ottiche che superino i valori di “limite di esposizione” devono essere indicati con un’apposita segnaletica. Dette aree sono inoltre identificate e l’accesso alle stesse è limitato, laddove ciò sia tecnicamente possibile.

Come ci si deve comportare in caso di lavorazioni che espongono al rischio di radiazioni ottiche naturali ?

’art.28 impone la valutazione di “…tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori…”. In sostanza quindi, in tutti quei casi nei quali il processo lavorativo o la mansione comportino una significativa esposizione del lavoratore alla radiazione solare, si dovrà effettuare una valutazione dei rischi specifica (da intendersi come processo finalizzato ad individuare le adeguate misure di prevenzione e a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza) anche perché gli effetti di questo rischio sono ormai scientificamente noti da tempo.

Inoltre il datore di lavoro deve adattare le misure di cui al presente articolo alle esigenze dei lavoratori appartenenti a gruppi particolarmente sensibili al rischio.

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